ARTE - A cura di Rosa Roselli
Tutti i diritti riservati
A cura di Rosa Roselli

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POMPEO BATONI 1708-1787.


L’EUROPA DELLE CORTI
E IL GRAND TOUR


(Lucca, Palazzo Ducale,
Cortile Carrara 1)




 P. Batoni, La visitazione, Roma, 1736-1737


Pompeo Girolamo Batoni (Lucca 1708 – Roma 1787) fu dapprima un buon orefice nella bottega del padre, poi si dedicò alla pittura. Trasferitosi nel 1728 a Roma, ebbe contatti con Conca, Masucci e Imperiale, studiando nel contempo le opere di Raffaello. Dopo il matrimonio fu costretto dalle necessità di famiglia a produrre ritratti, ma grazie alla sua abilità artistica ottenne ben presto commissioni da pontefici e sovrani. Nel 1740 iniziò a creare una serie di valide opere come la “Maddalena” (oggi a Dresda), “Prometeo” e la “Morte di Meleagro”. Del1756 sono le “Nozze di Psiche” (oggi a Berlino) e del 1760 “La caduta di Simon Mago”. Batoni ebbe sempre un’attività molto intensa e lavorò per quasi tutte le corti d’Europa, diffondendo il nuovo gusto, già permeato dal Neoclassicismo che Winckelmann e Mengs teorizzavano come il sublime ideale di bellezza. Tuttavia Batoni fu sempre attento a tutte le correnti artistiche con cui venne a contatto: dal cromatismo veneto alla ritrattistica francese per la predilezione per il raso e il velluto dalle pieghe brillanti e per l’incarnato roseo dei volti, effigiati in modo tale da far emergere un sentimento di dolcezza.



P. Batoni, San Giovanni, Basildon Park, 1740-1743


A Roma con il Mengs divenne il pittore ufficiale di molti pontefici che videro in lui l’ erede di Raffaello, capace per la sua estrosità e per il suo manierismo di alimentare quelle illusioni archeologiche che nacquero dalla promozione papale degli scavi del Foro romano. In lui Barocco e Rococò si fusero pienamente con il Neoclassicismo per l’atteggiamento sciolto e pieno di grazia delle sue pitture, ispirate anche dall’amore per il vero. Batoni concesse poco alla moda per privilegiare il suo personalissimo gusto di colorista accanito, ma delicato nella ricchezza del colore e nella tecnica fu assai vicino agli artisti più squisiti del Settecento. Infatti il colore per lui è una raffinatezza che deve essere intesa come la naturale conclusione del preziosismo settecentesco: è un colore sfatto, ma, nello stesso tempo, brillante e acceso. In tal senso il suo capolavoro è la “Sacra Famiglia” nella Pinacoteca capitolina di Roma, carezzevole e delicata negli impasti, ma svigorita per le velature. La parte migliore della sua produzione è comunque la ritrattistica, perché in questo ambito Batoni seppe conseguire risultati deliziosi, di perfetta signorilità. I suoi ritratti si distinguono per alcuni elementi costanti, ossia le acconciature bizzarre e la composizione compassata, mentre tipici sono la penetrazione psicologica del personaggio e la delicatezza dell’incarnato.




P.Batoni, Il principe Abbondio Rezzonico, Bassano del Grappa


Batoni fu molto ricercato per i ritratti che eseguiva nel suo atelier in via Bocca di Leone 25 (piazza di Spagna), ma era molto lento nelle consegne, perché li rifiniva con cura così da spazientire talvolta i suoi committenti che egli ritraeva con lo sfondo del Colosseo o delle antiche rovine. Particolare curiosi: gli stranieri, che venivano in Italia per il Grand Tour e che volevano essere ritratti da lui, erano vestiti secondo la moda italiana del tempo.
La mostra presenta un centinaio di dipinti attraverso i quali si ripercorre l’intera carriera dell’artista lucchese. L’esposizione ha un andamento cronologico, articolato in sei sezioni: dalla fama ottenuta da Batoni con i primi lavori a carattere allegorico alla maturità in cui si afferma con dipinti storici e grandi pale d’altare, passando per l’attività di ritrattista, per la quale era molto stimato e richiesto dalle grandi corti e dagli aristocratici inglesi che lo conobbero mentre compivano il Grand Tour in Italia, fino agli ultimi anni della sua vita. La rassegna è completata da una sezione dedicata ai disegni preparatori e ad una serie di mobili ed arredi che aiutano a ricostruire il contesto in cui il poeta ambientava i suoi ritratti.




P. Batoni, Sacra Famiglia, Roma 1760

La mostra è visitabile fino al 29 Marzo 2009.


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