A cura di Rosa Roselli

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LUCIO FONTANA. SCULTORE 

(Mantova, Castello di San Giorgio)




L. Fontana, Venere, 1931


Nel percorso artistico di Lucio Fontana (Rosario di Santa Fè 1889 – Comabbio 1968) l’attività di scultore è stata fondamentale, perché, figlio d’arte (nonno pittore e padre scultore), inizia in Argentina la sua produzione artistica come scultore e continua ad esserlo a Milano tra gli Anni Venti e gli Anni Quaranta, nonostante l’appartenenza al gruppo astrattista milanese e allo Spazialismo l’abbia fatto conoscere ed affermare come pittore. Senza dubbio Fontana è insieme pittore e scultore, perché nei suoi famosissimi buchi e tagli è sempre attento, da scultore, al rapporto tra l’opera e lo spazio e nelle sculture, quasi sempre colorate, si rivela pittore.

La mostra, composta da circa 70 opere tra disegni e sculture, è costruita su un preciso tracciato: si apre con i disegni che risentono della figurazione tra Espressionismo e Primitivismo e che introducono alle sculture degli Anni Trenta, come il “Campione olimpionico”, il “Fiocinatore e Paulette”. Seguono gli Anni Quaranta con le ceramiche policrome e le sculture in mosaico come la “Testa di medusa”, il “Ritratto di Teresita”, il “Gallo d’oro”, “Mujer con mascara”, “Mujer del marinero”, “Donna al balcone”. Si passa quindi ai buchi, ai tagli e alle nature degli Anni Cinquanta, ai “Quanta” del 1960 e ad un eccezionale Concetto spaziale su tela rosa del 1962, in cui le creste di materia, raggrumate intorno ai fori slabbrati, lo trasformano in un rilievo.

Ci sono poi le tavolette in terracotta graffite o forate, le Nature, i ferri astratti su stelo, i “missili” del 1967: opere poco conosciute, ma bellissime.

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L. Fontana, Donna al balcone, 1950


Chiude il percorso espositivo la ricostruzione dell’Ambiente Spaziale a luce nera (1949), situato nei sotterranei del Castello, proprio sotto la Camera degli Sposi, affrescata da Mantegna.

Le opere scultoree di Fontana portano l’impronta di Medardo Rosso, mostrano di conoscere la lezione di Adolfo Wildt e svelano un’anima scultorea aspra, ma temperata dalla dolcezza della ceramica, materiale che accompagnerà sempre le ricerche dell’artista, il quale dichiarava che la scultura era per lui, prima di ogni cosa, forma e colore.


L. Fontana, Testa di medusa, 1948

La mostra è visitabile fino al 6 Gennaio 2008


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